Cattive notizie anzi, per meglio dire, esiziali per il popolare sito che è salito immediatamente l'attenzione mondiale per le traversie giudiziarie che ne hanno compromesso l'esistenza negli ultimi mesi.
Le autorità svedesi hanno ordinato a Pirate Bay di spegnere immediatamente il sito e di chiudere i servizi imponendo, inoltre, al suo ISP di rifiutare ulteriore ospitalità, col rischio di andare incontro a una multa di 500.000 corone (più di € 50.000) al giorno in caso di inadempienza. Il fornitore dei servizi non ha potuto fare altro che obbedire all'ordinanza e disconnettere il sito Web del suo cliente.
L'ordinanza andrà in vigore da domani, a meno che Pirate Bay non modifichi completamente il contenuto e i servizi offerti, cosa assai improbabile.
È opportuno ricordare che PB non utilizza un solo fornitore di banda per il suo sito Web e tecnicamente potrebbe essere ancora on-line fino a che la stessa ordinanza non fosse notificata agli altri ISP. Ma si tratta di una possibilità solo teorica, considerando che nessuno rischierebbe tanto per continuare a fornire servizi al gruppo.
Pirate Bay, che vanta un portafoglio di utenti di oltre 3 milioni e mezzo di iscritti, è stato al centro, negli ultimi mesi, di una controversia giudiziaria molto accesa. Il suo futuro appare, comunque, molto incerto, considerando che i proprietari rischierebbero, continuando a mantenere il tipo di servizio già offerto, fino a un anno di prigione e una multa pari a 2 milioni di euro.
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Aggiornamento: proprio durante la redazione di questo articolo, Pirate Bay ha deciso di continuare a proporre il proprio prodotto. Contemporaneamente alla proposta di un nuovo ricorso avverso la decisione della corte, ha annunciato di aver stretto accordi con un nuovo fornitore, garantendo quindi la continuità del proprio servizio con un minimo disagio, in termini di interruzione, per gli utenti.
Con una nota violentemente polemica, un portavoce del gruppo ha evidenziato come la MAFIAA abbia violato così tante leggi, non solo in Svezia ma anche in Europa, per non parlare della completa violazione dei diritti umani, andando incontro a un payload di 3 ore di parziale downtime su Internet.
E nessuno ha reclamato o avuto da ridire su questa decisione.
Fonte: TorrentFreak


















