Martedì scorso Pirate Bay ha stretto un accordo preliminare con una società di software svedese riacquisterebbe il più famoso sito di peer-to-peer del mondo per trasformarlo in un servizio legittimo di pay-to-download.
L'acquirente, GGF (Global Gaming Factory) ha riunito, alla fine della settimana scorsa, i propri azionisti che hanno approvato una transazione di 8, 5 milioni di dollari per l'acquisto.
Si conclude, forse, così la lunga vicenda che ha coinvolto questo servizio di bit torrent, iniziato alcuni mesi fa con l'avvio di un processo che aveva portato, in maggio, alla condanna dei fondatori per violazione di copyright.
GFF Intende, in tempi ristretti (alcune settimane) trasformare Pirate Bay in un servizio di download a pagamento anche se, finora, non ha ancora stretto nessun rapporto con possibili fornitori.
La notizia ha in ogni caso suscitato diverse perplessità sulla possibile effettiva conclusione della vendita, in quanto molti osservatori hanno ritenuto sproporzionato il valore dell'offerta considerando che GGF, con l'acquisto, entrerebbe in competizione con numerosi concorrenti, sicuramente più noti e qualificati e, spesso, in possesso di esclusive di vendita del materiale prodotto dalle etichette più importanti.
Alcuni giorni fa,Pirate Bay aveva ottemperato all'obbligo di abbandonare il suo ISP ma, approfittando di una piega della sentenza, aveva potuto riaprire il servizio approfittando dell'ospitalità di altri provider.
In attesa del risultato del processo d'appello, i fondatori di Pirate Bay, condannati a un anno di prigione, restano in libertà.
Fonte: Ars Technica


















