Facebook cambia le regole della privacy offrendo maggiori opzioni ai propri utenti (a quota 350 milioni) per la tutela dei dati personali. La novità principali riguardano una nuova pagina di impostazioni e la possibilità di impostare i permessi di accesso non solo al proprio profilo, in tutto o in parte, ma anche ai singoli post. La prima volta che si usa questa nuova opzione compare anche un messaggio esplicativo su come usarla.
Vediamo in dettaglio come funzionerà Facebook dal punto di vista della gestione della privacy. Quando si fa il log-in in facebook si possono controllare e aggiornare le impostazioni privacy in tre passi. Il primo spiega sinteticamente le novità, rimandando però al nuovo Privacy Center per il regolamento completo. Il secondo passaggio permette di scegliere chi può accedere a cosa, chi può vedere le parti del proprio profilo e anche dei singoli post. Facebook consiglia di mantenere le impostazioni più restrittive sul profilo, lasciando disponibili a tutti solo le informazioni base per essere rintracciabili, compresi scuola frequentata o posto di lavoro, ma escludendo foto e video in cui si è taggati o il numero di telefono. Salvate le impostazioni, si ha un riepilogo delle scelte effettuate (che restano naturalmente aperte a mofica), e che si possono affinare ulteriormente nella pagina dedicata Privacy Settings.
In questa pagina si possono impostare i livelli di protezione per diversi gruppi di informazioni: profilo, contatto, applicazioni, siti, ricerche. Per ognuno i livelli di privacy sono sempre gli stessi: amici, amici degli amici, tutti. Resta naturalmente possibile bloccare specifici utenti impedendo loro di vedere i nostri dati e di contattarci su Facebook. Anche qui le impostazioni scelte sono sempre controllabili e modificabili. Per aumentare la protezione, però, nella pagina Privacy Settings Facebook richiede ora di reinserire user e password per poter effettuare la modifica.

Tra le nuove opzioni per la privacy su Facebook, il controllo di accesso per i singoli post (foto: Reputation Defender Blog).
Altra scelta a tutela della privacy è di lasciare visibili a tutti solo le informazioni base: nome, foto inserita nel profilo, sesso, città, reti, lista di amici e le pagine. Forse un po' più del minimo necessario, ma la statistica indicata dal sito dice che la maggior parte degli utenti le rende disponibili a tutti. Chi pone limiti di accesso al proprio account su Facebook, infatti, dichiara ancora il social network, lo fa per non essere trovato sui motori di ricerca e per non essere contattato da sconosciuti. Per questo resta possibile escludere il proprio profilo dai risultati di ricerca sia su Facebook sia su altri motori di ricerca in generale. Inoltre resta possibile limitare agli amici e agli amici degli amici il permesso di mandarci messaggi o le richieste di amicizia. Ci sono anche altre cose che non cambiano: maggiore protezione per i minori (per esempio, sono esclusi dai risultati dei motori di ricerca), e niente utilizzo dei dati per fini pubblicitari senza espresso consenso dell'utente.
Fonte: Blog Facebook


















