Che la crisi avvantaggi il software disponibile a basso o nessun costo è ormai un dato di fatto, e ne avevamo già parlato in questa notizia. Ora arriva l'ennesima conferma ed è di Jim Whitehurst, che dirige Red Hat.
Secondo lui i risultati in crescita per il mondo Linux sono tali da costringere molti operatori del settore a cambiare strategia, strutturandosi per far fronte alla maggiore domanda.
Così farà Red Hat, ma i soldi per gli investimenti non sono infiniti, e la sua società, come gli altri player del mondo open source, dovrà scegliere le opportunità più interessanti.
Tutto ha origine da quello che oggi più che mai è il vero vantaggio competitivo: il prezzo, purché non a scapito della sicurezza e delle prestazioni. Solo Linux può offrire tutto questo alle imprese.
È i singoli consumatori? Whitehurst non ne parla, ma è probabile che per convincerli a rinunciare a Microsoft ed Apple ci vorrebbero troppi soldi. Per raggiungere il grande pubblico sarebbe necessaria una campagna di marketing senza precedenti, che il mondo Linux ha sempre disdegnato, affidandosi finora solo al passaparola.
I netbook però potrebbero funzionare da ariete di sfondamento anche per questo mercato, ma non si sa quali tra i tanti operatori del mondo Linux sia in grado di trarne direttamente vantaggio.
Fonte: ZDNet


















