Giustificando la scelta come prudenziale per quel che riguarda le attuali conoscenze, il San Francisco Board of Supervisor ha votato, con una maggioranza di 10 a 1, una norma che imporrà ai produttori di periferiche mobili di evidenziare, nei negozi, più precise informazioni riguardo al livello di radiazioni emesse da ogni modello.
In particolare l'ordinanza impone ai rivenditori di fornire al cliente ogni notizia riguardante lo "specifico rapporto di assorbimento" (SAR) di ogni prodotto offerto. Il SAR rappresenta la misura della quantità di radiazioni elettromagnetiche assorbite dal corpo dell'utente nelle diverse condizioni di esercizio.
La norma, già in vigore, potrebbe trasformarsi presto in legge; i trasgressori, per ora, saranno multati di un'ammenda di € 300.
Altre giurisdizioni hanno dichiarato di essere interessate fortemente al problema, prime tra tutte quelle del Maine e del Texas.
Si estende così la disputa circa l'effetto delle radiazioni dei cellulari sul corpo umano, in particolare per quel che riguarda il cancro del cervello, sebbene studi scientifici non abbiano dimostrato alcuna relazione tra le due cose.
L'ultima analisi di questo tipo, condotta da Interphone e pubblicata il 17 maggio, evidenziava che non esisteva alcun aumento di rischio legato all'uso di cellulari nello sviluppo dei più comuni tipi di affezione tumorale al cervello.
Nello stesso senso si era pronunciata la Federal Communication Commission, che regola, nell'ambito della amministrazione Food and Drug statunitense, i livelli delle emissioni radio dei singoli componenti. In questo caso la commissione aveva dichiarato che non esiste alcuna evidenza scientifica che provi il collegamento tra l'uso della telefonia mobile che i suoi effetti sulla salute, pur ammettendo che ulteriori studi si stanno portando avanti in tal senso.
In ogni caso, già alcuni anni fa, in forma precauzionale, la legislazione degli Stati Uniti ha stabilito un livello massimo di radiazioni elettromagnetiche compatibili col corpo umano, in ragione di 1.6 W per chilogrammo corporeo.
Ovviamente, l'industria della telefonia mobile ha immediatamente fatto sentire la propria voce riguardo all'iniziativa, citando sia gli standard federali che la mancanza di evidenza scientifica tra i due fenomeni.
In ogni caso, l'episodio non fa altro che accrescere la confusione su un tema già particolarmente dibattuto e su cui, è il caso di ripeterlo, non esiste alcuna evidenza scientifica.
Fonte: ComputerWorld


















