Joe Paradiso, docente al MIT, ha avviato da tempo un progetto per creare una forma di connessione tra realtà vera e quella virtuale.
Utilizzando le attrezzature del Technologys Media Lab dell'Istituto e grazie ai fondi messi a disposizione dagli implementatori di Second Life, Paradiso ha creato una specie di ambiente ibrido (o come lui stesso l'ha definito twilight zone, usando un'espressione molto diffusa e legata a un famoso ciclo televisivo di alcuni decenni or sono) in cui sette studenti utilizzano 45 periferiche PDA, montate su un muro di una sala appositamente attrezzata, per interagire tra loro attraverso il piccolo schermo a tocco di una periferica simile a un iPhone. Il software che viene fatto girare è una particolare versione customizzata di Second Life.
Utilizzando un'infrastruttura rappresentata da telecamere, impianti audio, sensori infrarossi e sensori di movimento, i partecipanti al progetto possono muoversi in un paesaggio virtuale di Second Life. La realtà, per i partecipanti, è rappresentata da una finestra virtuale che si apre nell'ambiente di Second Life e, permette, funzione questa ancora in fase di progetto, di accedere a un secondo ambiente virtuale, un mondo completamente nuovo, quasi una sorta di specchio nello specchio.
Il risultato, secondo Paradiso sarà alla fine quello di costruire un ambiente misto attraverso cui gli utenti possono accedere, ovunque, nel mondo reale. Quello che attualmente avviene negli scenari di Second Life avverrà poi nel mondo fisico, permettendo a chiunque di collegarsi in maniera interattiva con un interlocutore.
La differenza tra questo modo di partecipare e le attuali funzioni di una videoconferenza è rappresentato dal fatto che chiunque potrà interagire anche col mondo che corconda l'interlocutore, partecipando, per così dire, alla sua realtà.
È opportuno ricordare che già nel febbraio di quest'anno IBM aveva presentato un progetto simile in cui l'utente interagiva con la rappresentazione di un mondo di Virtual Reality, che mappava il Data Center di Implenia, una compagnia svizzera di progettazione e management di beni immobiliari.
Fonte: MIT


















