iPad arriverà nei negozi a fine marzo, e per promuovere il tablet tanto caro a Steve Jobs, Apple starebbe trattando con le reti televisive (almeno in USA) per tagliare i prezzi delle serie TV scaricabili dallo store online iTunes: dagli attuali $ 1,99 per episodio a definizione standard a $ 0,99. Anzi, per alcune serie il cut price è già avvenuto, a mò di test (per esempio per “Wonder Showzen” di MTV, “Celebrity Paranormal Project” di Viacom e “Children's Hospital della Warner Bros). Una selezione di episodi di certe serie, poi, sono gratuiti.
L'intenzione di Apple sarebbe quella di allargare lo sconto a tutti i titoli proprio in coincidenza con il lancio di iPad, sia per promuovere il tablet,, sia per spingere lo stresso store iTunes, in cui finora i contenuti video non hanno inciso granché sugli introiti complessivi.
Apple starebbe cercando di dimezzare i prezzi delle serie TV vendute in USA su iTunes, per spingere il tablet iPad ma anche lo stesso store online, che di video finora ne ha venduti pochi. Forse proprio perché costano troppo?
I prezzi attuali degli show TV su iTunes sono di 1,99 dollari a episodio a definizione standard, 2,99 per l'alta definizione e 49,99 per l'intera stagione delle serie TV più popolari: prezzi piuttosto alti, secondo gli stessi produttori e broadcaster, ai quali, proprio per questo, Apple non ha creato problemi di concorrenza. Se l'operazione cut price va in porto, anche questa situazione potrebbe cominciare a cambiare.
Le trattative con le reti TV per arrivare al taglio dei prezzi sarebbero in corso già da alcuni mesi: l'idea iniziale di Apple sarebbe stata quella di offrire un pacchetto di abbonamento mensile per una selezione di serie televisive. Al momento si sarebbe arrivati a una fase di stallo, ma a Cupertino non si arrendono: almeno un incontro tra Apple e un network sarebbe avvenuto solo la settimana scorsa.
La nuova mossa dell'azienda di Jobs fa parte di un piano più generale di rinnovo di iTunes, che ha già visto l'acquisizione di La La Media Inc., servizio di streaming musicale.
Fonte: WSJ