BitDefender, uno dei più avanzati produttori di innovazioni e soluzioni di sicurezza informatica ha svolto, nello scorso mese di luglio, un esperimento per valutare quanto gli utenti si preoccupino della loro e delle altrui identità on-line.
Nell'arco di 2 settimane, un interlocutore esca contattava un adeguato numero di interlocutori presentandosi come una ragazza di 21 anni, bionda, e disponibile a conversare on-line.
L'esperimento è stato condotto su un campione di 2000 utenti registrati da tutto il mondo. La selezione era effettuata casualmente (1000 uomini, 1000 donne) con età che andava dai 17 ai 65 anni, variamente distribuiti per professione, interessi, abitudini di vita.
L'esperimento è avvenuto in varie fasi: all'inizio, ha gli utenti veniva semplicemente chiesto di aggiungere la ragazza sconosciuta tra i propri amici. Secondo una strategia ben studiata, dopo qualche giorno la ragazza sconosciuta si rifaceva viva avviando una serie di conversazione con utenti, selezionati casualmente, per verificare quanto fossero disposti a rivelare dei loro dati.
Il test ha dimostrato che gli utenti più vulnerabili sembrano proprio essere i dipendenti del settore IT, con più dell'86% sul totale cadute nella trappola. Dopo mezz'ora di conversazione, il 10% di essi ha condiviso informazioni personali sensibili, come indirizzo, numero di telefono, nomi dei componenti della famiglia - proprio le informazioni che in genere vengono richieste come risposta a una domanda di recupero della password!
Dopo 2 ore di conversazione, il 73% ha cominciato a rivelare informazioni confidenziali pericolose, riguardanti il proprio posto di lavoro, come strategie della società, piani futuri, perfino difficoltà finanziarie, e si è detto disponibile a fornire software e tecnologie non ancora in distribuzione.
I dettagli dell'esperimento sono disponibili sul sito dedicato ai pericoli legati alla sicurezza di BitDefender
Fonte AidaPartner e BitDefender


















