Dopo il recente “caso Vivi Down” - la condanna a Google per il filmato del ragazzo disabile picchiato dai compagni finito su Google Video - nuovi problemi per Google sul tema della privacy. Stavolta riguarda Street View, il servizio abbinato a Google Earth e Google Maps che mostra foto panoramiche e a 360° di diverse località del mondo, riprese appunto dalla strada (ad oggi un centinaio: il servizio è partito negli USA nel 2007 e in Italia nel 2008.
A intervenire è “Articolo 29”, l'Agenzia europea che riunisce i Garanti della Privacy dell'Unione: i quali chiedono a BigG di mantenere le foto originali per soli 6 mesi, anziché un anno come avviene ora, e di impegnarsi maggiormente nella campagna di preavviso (per esempio con inserzioni sulla stampa nazionale o locale) quando l'auto munita di telecamere sta per arrivare a fotografare una determinata località. Ad oggi Google preavvisa solo sul proprio sito (curiosità: in questi giorni sta riprendendo anche in Italia, a Cagliari). Infine, si chiede che non vengano ripresi dati sensibili o “intimi”, cioè quelli normalmente non visti dai passanti. Così si esprime Alex Turk, capo dei Garanti Europei.
L'azienda ad oggi, a tutela della privacy dei cittadini, provvede a oscurare con un apposito software volti delle persone riprese e targhe delle auto, e avvisa sul sito dove manda i suoi mezzi a fotografare. L'Europa chide di più, ma Google non condivide le richieste dell'Unione: l' avvocato dell'azienda, Peter Fleischer, afferma che conservare gli originali è cosa legittima, per mantenere la qualità del servizio, per esempio con l'accuratezza delle mappe, o per verificare e correggere eventuali errori nel funzionamento dell'algoritmo che annebbia i volti delle persone riprese, in caso di contestazione. E Google annuncia anche l'intenzione di fare ricorso contro la decisione, che ritiene lesiva della libertà di Internet.
Controreplica dell'Unione: un maggiore preavviso dell'intervento di Srtreetview e un miglioramento della tecnologia che oscura i volti delle persone basterebbero a ridurre le lamentele dei cittadini e anche i tempi del loro ricorso, riducendo di conseguenza il tempo necessario di conservazione delle foto originali.
Sul caso interviene anche il commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, affermando che l'Unione ha standard elevati per la tutela della privacy, e augurandosi che tutte le aziende rispettino le regole.
Non è la prima volta che Street View si trova al centro di polemiche in Europa: la Grecia, per esempio, ha ordinato a Google di smettere di riprendere il proprio territorio finché non avesse adottato regole di maggior tutela della privacy. La Germania ha chiesto e ottenuto che Google eliminasse volti, ma anche numeri civici e targhe automobilistiche degli utenti che avessero fatto richiesta alle autorità che i loro dati non comparissero nel servizio. E poco meno di un anno fa i cittadini di Broughton, nel Buckingamshire, in Inghilterra, hanno formato una catena umana per impedire a mezzo di Stree View di entrare nel villaggio a fare le riprese. Sempre in Inghilterra, un caso paradossale. Le parti infatti si sono rovesciate: è stato l'autista della Google Car a protestare con un fotografo che la riprendeva. Infine, Google Street View ha suscitato critiche e un intervento del Garante anche in Italia (ne abbiamo parlato qui).
Fonte: Telegraph


















