Alla fine della settimana scorsa, Google ha confessato che molti veicoli del progetto Street View, avviato alcuni mesi fa, hanno eseguito operazioni di “sniffing” dei network wireless aperti, durante il loro servizio.
La dichiarazione smentisce clamorosamente un comunicato, rilasciato alcune settimane fa, in cui si affermava che questa operazione non era stato mai eseguita.
Nel comunicato più recente, Google riferisce che i veicoli impegnati in questo tipo di indagine hanno "per errore" anche monitorato il contenuto delle comunicazioni dei network Wi-Fi non protetti incontrati durante la loro circolazione.
Google Street View, come abbiamo riferito più volte su queste pagine, rappresenta l'evoluzione del servizio Google Maps, grazie all'utilizzo di una serie di veicoli che fotografano punti particolari di città o di località che verranno poi inseriti nel più ampio servizio di mappatura.
La giustificazione del cosiddetto "errore" fornita da Google è apparsa subito alquanto fragile; "… nel 2006", si legge nel comunicato, "un ingegnere del nostro gruppo che lavorava su un progetto sperimentale di Wi-Fi ha scritto un frammento di codice capace di acquisire dati e caratteristiche dei collegamenti Wi-Fi raggiungibili attraverso un ricevitore. L'anno successivo, nell'avvio del progetto Google Street View, è stato utilizzato, per errore, il codice di questo software senza rendersi conto, effettivamente, dell'impatto sulla privacy".
L'azienda ha assicurato che qualsiasi dato personale collezionato durante il servizio è stato immediatamente cancellato. In aggiunta, a garantire ancora di più questo impegno, ha deciso di interrompere l'utilizzo di veicoli Street View capaci di collezionare dati Wi-Fi fino ad un aggiornamento dell'intero sistema di monitoraggio.
Fonte: San Francisco Chronicle


















