Italiani, popolo di curiosi e di permalosi. Curiosoni quando spiano loro, permalosi quando si sentono spiati dagli altri. Neanche il tempo di mettere on line Streetview Italia, il servizio di Google che mostra le foto 3D dei principali luoghi localizzati sulle Google Maps (per ora a Milano, Firenze, Roma e dintorni del Lago di Como), e subito l'Associazione dei consumatori si è rivolta al Garante della privacy a nome dei cittadini che si sono lamentati per essere stati fotografati a loro insaputa. Magari perché, a loro giudizio, ripresi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
E il Garante ha aperto subito un'istruttoria e ha chiesto a Google Italia maggiori garanzie, come quella di rendere più riconoscibile il sistema di ripresa lungo le strade. E questo nonostante la prima azienda web al mondo avesse giustamente messo le mani avanti e segnalato che “tutte le immagini sono scattate in luoghi pubblici e sono del tutto identiche a quelle che qualunque persona potrebbe scattare camminando per le strade di una città”, e preso opportuni accorgimenti per consentire ai cittadini di segnalare l'eventuale violazione della privacy e richiedere l'offuscamento dei volti e delle targhe delle macchine, o anche la completa rimozione delle foto incriminate.
Google Streetview ovviamente non c'è solo in Italia, ma solo in Italia ha scatenato la solita bagarre di polemiche. Negli altri Paesi europei dove è attivo, dalla Spagna alla Francia all'Inghilterra, le istituzioni deputate alla tutela della privacy si sono dichiarate soddisfatte delle misure adottate da Google. Anche perché lo scopo è riprendere le strade e non si può pretendere di evacuare intere città per fotografarle; inoltre le foto statiche non consentono di controllare gli spostamenti dei singoli.
Qualche mese fa Wikipedia avrebbe dovuto togliere tutte le foto degli edifici pubblici in Italia ancora soggetti al diritto d'autore (poi si è limitata ad abbassare la risoluzione delle immagini): se Google dovesse rimuovere tutte le foto "sospette", per Streetview si metterebbe male. E dopo tutto il lavoro fatto, in Google non la prenderebbero molto bene...
Fonte: TG Com


















