Il disastro ecologico delle Golfo del Messico provocato dall'esplosione della piattaforma BP sarebbe stato la conseguenza di un blocco di sistema prodotto da un BSOD.
Durante l'ascolto di testimonianze nella fase istruttoria del processo in atto alla individuazione delle cause e delle responsabilità che hanno portato al disastro, Michael Williams, capo del servizio di manutenzione elettronica a bordo della di Deepwater Horizon riferito che al momento del disastro il sistema d'allarme, destinato a rilevare fughe anomale di gas o incendi, risultava disattivato per quel che atteneva all'allarme attraverso le sirene, pur continuando a eseguire operazioni di monitoraggio.
Nelle testimonianze ha anche riferito che 5 settimane prima del 20 aprile, giorno del disastro, era stato chiamato a verificare e ad effettuare la manutenzione dei sistemi informatici preposti al monitoraggio della perforazione.
In quell'occasione Williams, che ha avviato una procedura legale contro la Transocean, ha riferito che il sistema in parola era rimasto disabilitato per mesi e che durante i collaudi si era continuamente bloccato mostrando il classico BSOD.
Williams è stato il sesto test ascoltato dalla commissione federale che indaga sul disastro, la quale ha chiamato a testimoniare membri della Transocean la proprietaria della piattaforma (costruita dalla Daewoo) che la BP aveva noleggiato fino al 2012.
Altre testimonianze hanno riferito che nelle settimane precedenti, sulla stessa piattaforma, si erano verificati diversi guasti e riscontrate molte anomalie di comportamento del sistema di perforazione, fino all'esplosione dell'11 aprile scorso.
Williams, sopravvissuto all'incendio lanciandosi in acqua, non ha saputo indicare il sistema operativo utilizzato nella macchina di monitoraggio, anche se la presenza del BSOD è un evidente riferimento a Windows.
Microsoft ha rifiutato di commentare la notizia.


















