Ricordate HAL, il computer di bordo di Odissea nello spazio? Una volta ancora, i computer stanno dimostrando di essere capaci di fare qualcosa meglio e più velocemente, in un campo in cui, finora, gli uomini erano apparsi insostituibili.
Al mondo, il 55% della popolazione oltre i cinquant'anni presenta problemi di udito, anche se almeno la metà di questa percentuale ignora il proprio problema.
Da tempo ricerche mediche molto accurate hanno dimostrato che la maggior parte delle persone, ivi comprese quelle che non sono affette da particolari patologie legate all'udito, utilizzano inconsciamente la lettura delle labbra dell'interlocutore per compensare le difficoltà di ascolto.
Un esempio tipico è quello dell'ascolto di una conversazione in un ambiente particolarmente rumoroso, come, ad esempio, una stazione ferroviaria.
Le stesse ricerche hanno evidenziato come, in media, il 33% della ricognizione vocale sia, anche solo in parte, affidata a questa tecnica.
La lettura delle labbra è, comunque, particolarmente difficoltosa e finora si era pensato che questa tecnica potesse solo prerogativa di un cervello umano; ma l'incremento delle prestazioni dei PC ha terminato un rapido progresso nella capacità di lettura da parte di un hardware adeguato.
Gli esperimenti, portati avanti da ricercatori dell'Università East Anglia in Inghilterra, hanno consentito la messa a punto di un software che ha dimostrato una percentuale di errore, nella lettura del linguaggio labiale, inferiore di almeno il 40% rispetto ad un umano ben allenato.
È così i computer sono entrati a buon diritto a partecipare al miglioramento della qualità della vita delle persone con difetti dell'udito; per coloro, infatti, che soffrono di questo tipo di problemi, esistono scuole specializzate che insegnano a interpretare il movimento delle labbra e a riconoscere il parlato attraverso di esse. Oggi un PC può essere utilizzato per interpretare l'eloquio di una persona funzionando da supporto a chi convive col silenzio e con le difficoltà che esso comporta.
Fonte: Engadget et alia
Una curiosità; le lettere del nome HAL (per la precisione HAL 9000), scelto da Arthur Clarcke per il computer di bordo della nave Discovery, sono quelle successive all'acronimo IBM. L'autore smentì successivamente questa ipotesi, anche se la sua giustificazione del nome (Heuristic ALgoritmic computer) è sempre apparsa molto fragile.


















