Una ricerca combinata di diverse università negli Stati Uniti, orientata allo studio del comportamento degli utenti di videogame interattivi come il Vii Active, ha messo in evidenza che l'utilizzo di questo ambiente determinavano, negli obesi, una perdita di peso e che coloro che utilizzavano giochi sulle periferiche mobili perdevano, oltre tutto, il vizio del fumo o ne riducevano in maniera evidente l'uso.
In seguito a questa scoperta, gli stessi ricercatori hanno proseguito le loro indagini per scoprire quale tipo di gioco può determinare meglio questi benefici effetti, estendendo anche la ricerca all'interazione con pazienti autistici.
"I giochi digitali sono interattivi, stimolano l'esperienza diretta e coinvolgono persone in una maniera sufficientemente potente da distrarli da altre abitudini", riferisce Debra Leberman, ricercatrice capo all'Università di Santa Barbara in California, "e potrebbe contribuire in maniera determinante a risolvere alcuni problemi mentali, primo tra cui la depressione e l'abulia".
La ricerca merita una grande attenzione, considerando che vi hanno partecipato nove gruppi universitari che hanno avuto a disposizione finanziamenti da 100.000 a 300.000 dollari ciascuno, messi a disposizione dalla Robert Wood Johnson Fundation. Lo studio, che ha richiesto 2 anni, è stato presentato la settimana scorsa riscuotendo, ovviamente, grande partecipazione da parte delle aziende produttrici di periferiche da gioco.
Uno degli software che ha dimostrato di essere più influente su questi risultati è stato il videogame Dance Revolution, che si è rivelato particolarmente utile per i malati di Parkinson, riducendo, in essi, il rischio di cadute. Nel caso dell'autismo, hanno avuto successo invece i giochi che utilizzavano, nella propria rappresentazione, figure in primo piano, stimolando in questi pazienti la produzione di forti emozioni.
Ognuno dei nove gruppi ha studiato un particolare comportamento nei confronti di pazienti affetti da specifiche sindromi.
La fondazione Johnson ha pubblicato, nel tempo, diverse ricerche finanziate in precedenza e proprio correlate con l'uso dei videogiochi.
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