I milioni di persone che spendono ore, ogni giorno, per l'utilizzo del cellulare, potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo, dopo tutte le accuse, vere o infondate, che sono state rivolte verso l'uso di questa periferica.
Un gruppo di studiosi dell'Università del sud Florida ha pubblicato un accurato studio in cui evidenzia come l'esposizione alle onde elettromagnetiche prodotte da apparecchiature di questo genere sia capace di proteggere il sistema nervoso dalla degenerazione prodotta dal morbo di Alzheimer.
L'esperimento, svolto su una famiglia di topi particolarmente soggetti, per motivi genetici, a questa malattia, ha dimostrato che un gruppo di essi, sottoposti a una dose neppure particolarmente massiccia di onde elettromagnetiche simili a quelle prodotte dal cellulare, avevano sviluppato una maggiore resistenza ai sintomi della malattia evidenziando, in alcuni casi, perfino una retrocessione della patologia.
In particolare, l'esposizione avrebbe la capacità di contrastare la produzione di proteine beta-amiloidi, responsabile della degenerazione del sistema nervoso. Le stesse onde elettromagnetiche avrebbero la capacità, inoltre, di distruggere depositi già formati prevenendone, in ogni caso, l'accumulo anormale.
Nello studio si legge che l'esposizione, per 6 mesi, per un’ora al giorno, ad un campo elettromagnetico di questo tipo ha determinato, nei topi, la riduzione delle placche beta-amiloidi di circa il 25 %.
Un esperimento ancora più avanzato ha dimostrato inoltre che topi giunti allo stadio di demenza avevano recuperato, nello stesso periodo, circa il 40% delle loro facoltà.
Fonte: Florida Alzheimer's Disease Research Center


















