WikilLeaks è di nuovo disponibile on-line, trasferito presso nuovo provider dopo che, 10 giorni fa, EveryDNS ne aveva sospeso la visibilità, citando problemi di stabilità.
Il sito è oggi ospitato da Dynadot, un fornitore di web hosting di San Mateo, CA. Attualmente, il sito non ospita alcun contenuto ma reindirizza i visitatori agli stessi contenuti ospitati da un provider russo.
Come si ricorderà, il 3 dicembre scorso EveryDNS aveva annunciato la sospensione del dominio WikilLeaks.org attribuendo la decisione ai ripetuti tentativi di attacco DDos che il sito stesso aveva subito dopo l'avvio di pubblicazione di materiale classificato del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Nella comunicazione, EveryDNS riferiva che gli episodi di attacco avevano creato problemi di accesso a oltre 500.000 altri siti ospitati dalla sua infrastruttura.
Nell'annuncio la compagnia aveva tenuto a precisare, excusatio non petita, accusatio manifesta, che la decisione non era legata a pressioni da parte del governo. Ma la cosa non aveva convinto nessuno, proprio perché era stata resa nota, poco prima, la notizia che il senatore Joseph Lieberman, capo della Sezione Affari di governo del Senato, aveva contattato, il giorno precedente, il provider, chiedendo un incontro riservato.
In risposta al blocco, WikilLeaks aveva aperto una serie di domini paralleli, tra cui WikilLeaks.ch, WikilLeaks.at, WikilLeaks.cc (quest'ultimo nelle isole Coco), e successivamente aveva creato siti di redirecting in 8 differenti paesi, inclusa la Svizzera, il Canada, la Malesia.
Attualmente dispone di 14 server differenti in 11 nazioni diverse.
Fonte: The Next Web


















