Pare proprio che le rose e i fiori che avevano accompagnato la presentazione di Windows 7 siano, alla fin fine, molti di meno di quello che sembravano essere.
Il nuovo sistema operativo, presentato come una decisa evoluzione rispetto allo sfortunato Vista, sul quale vantava, almeno sulla carta, una maggiore agilità e una minore occupazione di RAM, non è poi questo campione di risparmio che ci avevano voluto far credere.
Lo afferma una documentata ricerca di Devil Mountain Software che mostra che 8 sistemi su 10, dotati di Windows 7, monitorati per circa un mese, hanno mostrato di accusare problemi di memoria fisica anche senza particolare utilizzo di software impegnativi.
Ancora peggio, lo stesso numero di macchine hanno dimostrato significativi ritardi nelle operazioni di I/O, ritardi dovuti a una pesante attività della memoria virtuale, intervenuta per compensare l'occupazione totale della RAM da parte del sistema.
La ricerca, che ha interessato circa 23.000 utenti, è stata svolta grazie alla collaborazione degli stessi che hanno installato sulla loro macchina un minuscola applicazione in grado di monitorare e creare un report dello stato del sistema in condizioni diverse e con cadenza periodica.
D'altro canto, già alcuni giorni dopo la presentazione ufficiale del sistema operativo, da più parti erano stati riportati ritardi nel funzionamento apparentemente non giustificati.
Devil Mountain Software ha inviato copia del suo report a Microsoft, chiedendo un chiarimento che, secondo l'ormai diffusa consuetudine dell'azienda, non è arrivato.
Fonte: Earthweb


















